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Farmaci antimalarici
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I mwba farmaci antimalarici sono un gruppo di medicinali di utilizzo specifico contro la mwbqmalaria, utilizzati come cura radicale per combattere direttamente l'mwbginfestazione degli agenti patogeni, mwbwparassiti del genere plasmodium oppure come prevenzione nella mwcaprofilassi o chemioprofilassi.

Contents

Chinino
Note

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Storia dei farmaci anti-malarici

Il primo trattamento efficace per la malaria è stato l'utilizzo della corteccia di mweaCinchona, che contiene mweqChinino. L'albero si sviluppa sui pendii delle mwegAnde, in mwewPerù. Questo prodotto naturale è stato usato dai peruviani per contrastare la malaria e dei padri gesuiti, missionari in Perù, avendone appreso le proprietà curative dagli indigeni introdussero questa pratica nell'Europa nel mwfa1640.cite-ref-1[1]Tuttavia, solo nel mwgq1820 dalla chinina è stato estratto dalla corteccia ottennero una volta isolato il mwggprincipio attivo in forma pura, un alcaloide che fu denominato Chinino dai farmacisti francesi mwgwPierre Joseph Pelletier e mwhaJoseph Bienaimé Caventoucite-ref-2[2]

Gli olandesi sfruttarono la scoperta coltivando la mwigChincona ledgeriana in grandi piantagioni nelle loro colonie in mwiwIndonesia. La corteccia di Cinchona contiene altri alcaloidi anti-malarici (chinidina, mwjacinconina, cinconidina) ma quello comunemente impiegato è rimasto il chinino. Per secoli, nonostante i suoi effetti collaterali, il chinino è rimasto l'unico farmaco anti-malarico. Il problema della sintesi di nuove molecole efficaci si pose durante la mwjqprima guerra mondiale, quando il blocco dei porti e gli attacchi dei sottomarini ostacolarono gli approvvigionamenti di chinino. Negli anni successivi furono scoperti la pamachina, la primachina e la mepacrina. Il grande impulso alla ricerca lo diede, nella mwjgseconda guerra mondiale, la necessità di proteggere le truppe americane impegnate nel Pacifico. Nel secondo dopoguerra furono scoperte la clorochina, l'amodiachina, la pirimetamina e il mwjwproguanil (queste ultime due impiegate per la profilassi). Apparve subito ovvio che l'impiego su larga scala dei farmaci per la profilassi avrebbe selezionato ceppi chemio-resistenti. La clorochino-resistenza comparve in Sud-America e nel Sud-Est Asiatico. Furono allora impiegati associazioni di sulfonamide e pirimetamina e di chinino con tetracicline.

Prima della comparsa degli mwkqantibiotici le persone affette da mwkgsifilide erano intenzionalmente affette da malaria per sviluppare nelle persone la mwkwfebbre e seguendo il lavoro di mwlaJulius Wagner-Jauregg la malaria poteva essere curata con l'uso del chinino. Anche se alcune persone morivano, la mwlqmortalità della sifilide era comunque diminuita.cite-ref-3[3] Durante la guerra in mwmgVietnam si ripropose il problema della protezione delle truppe americane, che stimolò nuovamente la ricerca farmaceutica: all'Istituto di Ricerca "Walter Reed" dell'Esercito Americano venne sintetizzata la meflochina. In mwmwThailandia comparvero presto ceppi resistenti anche alla meflochina; allora la medicina occidentale attinse da quella tradizionale cinese e ripescò il mwnaqing hao su, un estratto dalla pianta mwnqArtemisia annua che veniva impiegato da secoli in Oriente, in forma di infuso, per il trattamento delle febbri. Nel mwng1971 dalla pianta fu estratta l'artemisinina, farmaco senza nessuna somiglianza con i precedenti antimalarici, dalla quale furono successivamente sintetizzati l'artemetere, l'artesunato e l'arteetere. Attualmente continuano gli studi per scoprire e sintetizzare farmaci antimalarici sempre più efficaci e sicuri.

Chemioprofilassi

La chemioprofilassi della malaria si basa sul principio secondo il quale si raggiunge e si mantiene una mwoqconcentrazione plasmatica di un farmaco antimalarico a livelli troppo bassi per essere curativi ma sufficienti a impedire che si sviluppi la malattia dopo una puntura della zanzara. Tale concentrazione deve essere mantenuta per tutto il periodo in cui si è potenzialmente esposti alla malattia, cioè per tutto il periodo di permanenza in zona dove la malattia è endemica e fino almeno a 4 settimane dopo il ritorno. Solitamente si inizia la profilassi per tempo, 1 o 2 settimane prima di partire.

Farmaco-resistenza

La farmaco-resistenza (o chemio-resistenza) in P.falciparum compare in seguito alla pressione selettiva data dell'impiego esteso del farmaco sui vari ceppi, alla quale sopravvivono solo quelli meno sensibili o francamente resistenti, che successivamente rimpiazzano quelli del tutto sensibili. Ciò avviene più rapidamente quando il farmaco in questione viene usato in modo insufficiente per posologia e durata del trattamento, tanto più con farmaci che vengano eliminati più lentamente e rimangano in circolo più a lungo (maggiore emi-vita).

Nel nostro caso, la farmaco-resistenza, secondo l'mwpqOrganizzazione mondiale della sanità (OMS), si definisce come la capacità dei ceppi di plasmodio di sopravvivere e moltiplicarsi nonostante la somministrazione e l'assorbimento di un farmaco dato in dosi uguali o maggiori a quelle normalmente raccomandate ma comunque sopportabili dal paziente.

Da questo punto di vista le possibili risposte dei ceppi di P.falciparum alla terapia vengono distinte in

• S (sensibilità): eliminazione delle forme asessuate di plasmodio nei 7 giorni successivi all'inizio del trattamento, senza recrudescenze.
• R-I: eliminazione delle forme asessuate come nei casi S, con recrudescenze dopo il trattamento.
• R-II: Importante riduzione della parassitemia (almeno del 25%), entro due giorni dall'inizio della terapia, senza la completa eliminazione delle forme asessuate entro 7 giorni.
• R-III: Nessuna riduzione significativa della mwraparassitemia (inferiore al 25%), entro due giorni dall'inizio della terapia.

In questo senso, un farmaco che mostri una resistenza di tipo R-I non andrebbe completamente eliminato dall'uso, perché sarebbe comunque in grado di controllare l'attacco malarico acuto (ciò è vero per l'impiego della clorochina nelle popolazioni indigene semi-immuni dell'mwrgAfrica tropicale).

La farmaco-resistenza (in particolare, la clorochino-resistenza) dei ceppi delle altre specie di plasmodio o è un problema minore (es. P.vivax) o è inesistente (P.ovale e P.malariae).cite-ref-4[4]

Classificazione

• Schizonticidi tissutali, che possono essere utilizzati sia nella profilassi eziologica che in quella successiva per prevenire possibili ricadute (profilassi terminale). Le prime agiscono sul fegato prima che cominci lo stadio iniziale della malattia, le seconde prevengono le azioni dei plasmodium vivax e plasmodium ovale.
• Schizonticidi ematici, da cui si potrebbe ottenere con un trattamento continuato una eliminazione completa dei parassiti ma che un'azione inadeguata od eccessiva potrebbe comportare controindicazioni gravi.
• Gametocitocidi, che agiscono direttamente sul vettore inibendo la trasmissione della malattia alle zanzare.
• Sporonticidi, inibendo la formazione delle oocisti e degli sporozoiti impediscono al vettore di propagare la malaria all'uomo.

Principi attivi utilizzati

Chinino

Il mwvqchinino è uno mwvgschizonticida ematico ed è efficace su tutte le specie di plasmodio, ma si usa praticamente solo per la terapia dei ceppi di mwvwP.falciparum resistenti alla clorochina, non per la profilassi. Non funziona sugli ipnozoiti epatici, quindi non eradica le infezioni da mwwaP.vivax e mwwqP.ovale.

• Nei casi di malaria non complicata si usa il chinino solfato, 650mwxa mg, sale, PO, ogni 8h per 3-7 gg. Pediatrica: 10mwxq mg/kg/d PO x3/d per 3-7 gg.
• Nei casi di malaria severa si usa il chinino di-idroclorato, 20mwxw mg/kg, diluito in una soluzione di fisiologica o glucosata o plasma tramite infusione endovenosa lenta per 2-4h, seguito da 10mwya mg/kg ogni 8-12h; si passa alla terapia orale quando il paziente migliora; si riduce la dose di 1/3 se la terapia di infusione endovenosa supera le 72h. Mantenimento: 10mwyq mg/kg sale infuso per 2-8 h a intervalli di 8-12 h.

L'iniezione endovenosa del principio attivo è molto pericolosa per l'organismo ed è stata sostituita dall'infusione.cite-ref-farmaco301-5-0[5] Vanno usate precauzioni nella deficienza congenita dell'mwzwenzima Glucosio-6-fosfato-de-idrogenasi (molto diffusa nelle popolazioni delle zone endemiche), per il rischio di emolisi. I trattamenti prolungati possono dare il cosiddetto cinconismo. Fra gli altri effetti indesiderati si riscontrano cecità temporanea, insufficienza renale acuta, mwaaipoglicemia, mentre in caso di mwaqsovradosaggio bisogna contattare un mwagcentro antiveleni.cite-ref-farmaco300-6-0[6]

Può dare iperinsulinismo ed episodi di ipoglicemia iatrogena.

Clorochina

La mwcgclorochina è uno mwcwschizonticida ematico ed è efficace per mwdaP.vivax, mwdqP.ovale, mwdgP.malariae e per i ceppi mwdwP. falciparum sensibili. Si può usare per profilassi e trattamento. Ha anche proprietà anti-infiammatorie. Ha molta affinità per la melanina perciò si può accumulare nei tessuti pigmentati (cute, retina), pertanto può dare prurito nei pazienti di pelle nera e può dare retinopatia. Il suo derivato ossidrilato (la idrossiclorochina) esplica minor attività antimalarica, è usata prevalentemente nel trattamento dell'artrite reumatoide. L'amodiachina presenta struttura ed attività piuttosto simili alla clorochina, dalla quale differisce per la presenza nella catena laterale di un gruppo aromatico fenolico. Tuttavia è poco impiegato in terapia, in quanto capace di formare, per ossidazione operata da citocromo P450, un composto imminochinonico particolarmente tossico.

• Nei casi di malaria non complicata si usano 600mweg mg base PO, poi 300mwew mg base PO dopo 6h, poi 300mwfa mg base PO dopo 24h e dopo 48h.
• Nei casi di malaria severa si usano 10mwfg mg/kg base EV in infusione continua per 8h, seguita da 15mwfw mg/kg base per 24h.

Gli effetti collaterali più comuni e reversibili sono gastro-enterici (nausea, vomito, diarrea, dolore addominale). Può dare manifestazioni neurologiche (psicosi, convulsioni). Controindicazioni assolute sono la somministrazione della clorochina in bolo endovenoso, la somministrazione in pazienti psicotici o con storia di epilessia o con ipersensibilità nota al farmaco.

Doxiciclina

La mwgwdoxiciclina è un antibiotico che appartiene al gruppo delle tetracicline, che ha anche attività mwhaschizonticida ematica contro mwhqP.falciparum e probabilmente anche contro gli altri plasmodi. Si può usare sia per il trattamento sia per la profilassi. Si usa per il trattamento delle forme meflochino-resistenti (come in mwhgThailandia).

• Nel trattamento si associa ad altri antimalarici, per esempio durante o come completamento della terapia con chinino, alla dose di 100mwiq mg (1mwig mg/kg) PO x2/d per 7 giorni.

• Come profilassi invece sempre alla dose di 100mwjq mg (1mwjg mg/kg) una volta al giorno iniziando 2 giorni prima della partenza per le zone endemiche.cite-ref-farmaco301-5-1[5]

Pirimetamina-sulfadossina

La combinazione della diaminopirimidina mwlqpirimetamina e il sulfamidico mwlgsulfadossina (P/S) consente un'azione sinergica sul plasmodio perché interferisce sul suo metabolismo dei folati in due punti diversi. Agisce solo sulle forme intra-eritrocitarie asessuate soprattutto di mwlwP.falciparum e di meno su mwmaP.vivax. L'impiego è ormai limitato al solo trattamento perché le eventuali reazioni avverse, abbastanza frequenti, non lo rendono maneggevole per la profilassi e poiché i ceppi resistenti a P/S sono ormai molto diffusi nel mondo, anche in terapia non viene più impiegata di routine.

• per il trattamento si somministrano 3 compresse della combinazione 25mwmw mg di pirimetamina e 500mwna mg di sulfadossina, PO in mono-somministrazione, nelle forme di malaria non complicata.cite-ref-harrison624-7-0[7]

• <1 anno di età: 0.25 cp PO una volta
• tra 1-3 anni: 0.5 cp PO una volta
• tra 4-8 anni: 1 cp PO una volta
• tra 9-14 anni: 2 cp PO una volta

La pirimetamina non deve mai essere somministrata singolarmente.cite-ref-farmaco300-6-1[6] Di solito le dosi terapeutiche sono ben tollerate, grazie al fatto che si somministra in dose singola. Frequenti sono le reazioni cutanee eritematose, talora molto gravi, da ipersensibilità alla sulfadossina. È sempre controindicata in pazienti con ipersensibilità nota al farmaco, nei bimbi di età inferiore ai 2 mesi o nelle partorienti nell'ultimo mese di gravidanza (rischio di mwqwkernittero nel bimbo), e non va somministrata in caso di terapie recenti con la stessa combinazione o con altri inibitori del metabolismo dei folati. Il trattamento va sospeso in caso di insorgenza di sintomi quali tosse o mwradispnea.cite-ref-farmaco300-6-2[6]

Meflochina

La mwswmeflochina la si può usare per profilassi e nel trattamento dei ceppi di P.falciparum clorochino-resistenti. Ha una struttura chimica simile al chinino. È tra i farmaci malarici meglio tollerati.

• Nel trattamento si somministrano 15mwtg mg/kg PO in dose unica, seguita da un'altra dose di 10mwtw mg/kg (8-12 ore più tardi)cite-ref-harrison624-7-1[7] fino a un massimo dosaggio di 1500mwva mg (in tal caso si danno 750mwvq mg, dopo 6 ore altri 750mwvg mg;cite-ref-filice525-8-0[8] la dose pediatrica (tra 5 e 9 anni) è di 20mwww mg/kg PO una volta.

Alofantrina

L'mwxgalofantrina cloridrato è uno dei principi attivi che non è ancora utilizzato in Italiacite-ref-filice525-8-1[8] ed è stato sviluppato dal "Walter Reed Army Institute of Research" (esercito degli USA), negli anni 1970. Lo studio è stato effettuato per il trattamento di ceppi molto resistenti, dove l'alofantrina mostra resistenza e sensibilità crociata con la meflochina. Non si usa in profilassi e non si deve usare nei pazienti che hanno fatto la profilassi con meflochina o l'hanno assunta come trattamento nelle precedenti 8 settimane, o che hanno assunto chinino o chinidina nelle precedenti 48 ore.

• Trattamento: 500mwzq mg (pediatrica: 8mwzg mg/kg) PO ogni 6 ore per 3 giorni, possibilmante a stomaco vuoto, comunque lontano da pasti grassi (da ripetere dopo 1 settimana, non prima).

Proguanil cloridrato

Il mw0qProguanil cloridrato è uno dei più sicuri farmaci antimalarici ma ha una debole azione mw0gschizonticida, ematica e tissutale. Si usa prevalentemente per la profilassi, da solo o in combinazione con la clorochina. Viene somministrato da una settimana prima della partenza della persona in luoghi endemici e continua anche dopo aver lasciato tali zone continuando ancora per quattro settimane.

Dosi:cite-ref-9[9]

• Adulti, 200mw2g mg al giorno per tutta la durata del trattamento
• Neonati, varia a seconda del peso e delle settimane di vita
• Bambini dagli 8 ai 12 anni, 150mw3q mg al giorno
• Bambini sopra i 13 anni, stessa posologia per adulti

Proguanil/Atovaquone (Malarone)

L'associazione di proguanil con mw4qatovaquone ne potenzia l'effetto. Si può usare per profilassi e trattamento della malaria. Studi in Thailandia hanno dimostrato la sua capacità contro episodi che erano caratterizzati da multiresistenza.cite-ref-10[10]

• In ogni cp ci sono 250mw6a mg di atovaquone e 100mw6q mg di proguanil cloridrato.

Nel trattamento si usano 4cp PO in unica somministrazione giornaliera per 3giorni.

• Le dosi pediatriche sono

• 11–20mw7w kg di peso: 1 cp
• 21–30mw8q kg di peso: 2 cp
• 31–40mw8w kg di peso: 3 cp
• >40mw9q kg di peso: 4 cp

Primachina

La mw-aPrimachina non viene commercializzata in Italiacite-ref-farmaco299-11-0[11] e non viene utilizzata per il trattamento delle forme acute, ma per la bonifica dalle forme intraepatiche (ipnozoiti) di mw-qP.vivax e mw-gP.ovale, per prevenire le recidive. La primachina è l'unico mw-wschizonticida tissutale e gametocida.

• La dose per il trattamento è 15mwaqi mg base (26.3mwaqm mg di primachina fosfato) PO 1 volta/die per 15 giorni.
• La dose pediatrica è 0.3mwaqu mg/kg base, 0.5mwaqy mg/kg di primachina fosfato.

È controindicata nelle donne gravide e nei bimbi sotto i 4 anni, ed è inutile per le forme di trasmissione atipiche.cite-ref-filice525-8-2[8] Per il rischio di emolisi, prima di iniziare la terapia bisogna valutare la presenza nel paziente di eventuali deficit enzimatici eritrocitari (deficit della G6PD,ovvero glucosio-6-fosfato-deidrogenasi). Tra gli effetti indesiderati vi sono nausea, anoressia, dolore addominale e vomito.cite-ref-farmaco299-11-1[11]

Artemisinina e suoi derivati

Il principio attivo è estratto dalla mwarimwarmArtemisia annua una pianta che cresce nella provincia di mwarqHunan in mwaruCina. L'mwaryartemisinina è uno mwarcschizonticida ematico molto potente e rapido la cui struttura chimica è diversa da qualsiasi altro farmaco anti-malarico e pertanto non presenta ancora problemi di farmaco-resistenza. L'artemisinina si trova in compresse o mwargcapsule da 250mwark mg e in supposte da 100mwaro mg per i bambini. La di-idro-artemisinina è un altro derivato per terapia orale.

• L'artemetere, che si utilizza in coppia con la lumefantrina, è un derivato dell'artemisinina che è disponibile per terapia orale e intramuscolo ma non commercializzato in Italia.cite-ref-12[12] La sua vera efficacia non è stata ancora dimostrata scientificamente, ma molti studi si stanno effettuando negli ultimi anni.cite-ref-hatz-13-0[13]

• L'artesunato, che si utilizza sia da solo che in coppia con la meflochina, si trova in formulazione per terapia endovenosa o intramuscolare.

• La dose totale di artemisinina nell'adulto non deve superare i 2.5g (40mwask mg/kg) che corrisponde a 600mwaso mg (10mwass mg/kg) di artemetere orale, di-idro-artemisinina o artesunato di sodio (parenterale). L'artemetere intramuscolo non deve superare i 320mwasw mg (6mwas0 mg/kg).

• La somministrazione parenterale dei derivati dell'artemisinina dovrebbe essere limitata al trattamento delle forme di malaria severa. Malaria grave: artesunato di sodio in terapia parenterale, prima dose 2,4mwata mg/kg seguita da due dosi di 1,2mwate mg/kg a distanza di 12 ore, poi 2,4mwati mg/kg al giorno fino a quando il paziente non sia in grado di passare alla terapia orale per una dose cumulativa successiva di 10mwatm mg/kg.cite-ref-14[14]

• Forme non complicate di malaria da mwatoP.falciparum multifarmaco-resistente si trattano con un'associazione artesunato-meflochina: artesunato 2mwats mg/kg al primo giorno, artesunato 1mwatw mg/kg + meflochina 15mwat0 mg/kg al secondo giorno, artesunato 1mwat4 mg/kg + meflochina 10mwat8 mg/kg al terzo giorno.

Il principale problema di artemisinina e derivati è dato dal fatto che spesso non consegue una cura definitiva e, per prevenire le recrudescenze, va eseguito un trattamento associato o supplementare con altri farmaci anti-malarici (meflochina). Sono farmaci generalmente ben tollerati: possono dare episodi di febbre iatrogena. Possono essere tossici per il feto nel primo trimestre di gravidanza. Inoltre il loro rifornimento non sta rispondendo alla reale esigenzacite-ref-15[15]

Propranololo

Il mwaucpropranololo è stato studiato nel dicembre del 2007 per l'uso possibile come antimalarico, particolarmente contro la resistenza agli antimalarici classici i cui vettori sembrano aver sviluppato una normale resistenza. Il propranololo, un mwaugbetabloccante, è stato indicato per ostruire la capacità di entrambi i mwaukPlasmodium di entrare nella cellule dei globuli rossi, suggerendo quindi con il suo impiego una riduzione nei dosaggi richiesti per i farmaci attuali da 5 a 10 volte, suggerendo un ruolo in associazione nelle terapiecite-ref-16[16]

Blu di metilene

Il mwavablu di metilene è stato identificato da mwavePaul Ehrlich intorno al 1891 come possibile trattamento per la mwavimalaria. cite-ref-17[17] Cadde in disuso come farmaco antimalarico per i suoi effetti collaterali reversibili: la colorazione blu della mwavcurina e della mwavgsclera (il bianco degli occhi). Recentemente è stato riproposto per il suo uso come antimalaricocite-ref-schirmer-18-0[18], soprattutto per suo costo basso e per contrastare la emergente mwav0farmacoresistenza ai farmaci antimalarici di prima scelta.cite-ref-19[19] Diversi studi clinici hanno cercato di trovare la combinazione di farmaci più efficace.cite-ref-20[20]cite-ref-21[21]cite-ref-22[22] L'azione gametocitocida del blu di metilene sarebbe particolarmente rapida ed efficace per prevenire la trasmissione del mwaw4Plasmodium falciparum.cite-ref-23[23]

Taferochina

Nel 2018 la mwaxuFDA ha approvato la taferochina o taferoquina come farmaco antimalarico per la malaria ricorrente da mwaxyplasmodium vivax.cite-ref-24[24]cite-ref-25[25] La taferochina, un analogo della primachina, si è dimostrata efficace anche contro i ceppi di mwax8plasmodium vivax che hanno sviluppato una resistenza alla clorachina ed alla primachina.cite-ref-26[26]

Utilizzo nella terapia del lupus eritematoso

Nel 1955 la mwayyFDA ha approvato la mwaycidrossiclorochina nel trattamento del mwayglupus eritematoso.cite-ref-27[27]

Vari antimalarici orali, alcuni utilizzati mway4off-label, sono considerati la terapia sistemica di prima linea per tutti i sottotipi del mway8lupus eritematoso cutaneo. L'mwazaidrossiclorochina, la mwazeclorochina e la mwazichinacrina sono i tre antimalarici attualmente più utilizzati. Uno studio randomizzato in doppio cieco del 1992 ha confrontato l'idrossiclorochina (400 mg / die) con l'acitretina (50 mg / die) in vari sottotipi CLE in uno studio di 8 settimane. Gli autori hanno scoperto che i 30 pazienti trattati con idrossiclorochina presentavano un tasso di miglioramento del 50%, contro un miglioramento del 46% nei 28 pazienti trattati con mwazmacitretina, mentre l'idrossiclorochina era molto meglio tollerata. L'efficacia della clorochina è stata dimostrata in uno studio randomizzato controllato in doppio cieco del 2005, che ha dimostrato un tasso di risposta dell'82,4% rispetto al 75% nei pazienti trattati con mwazqclofazamina . Gli antimalarici possono richiedere da 2 a 3 mesi per la massima efficacia, e quindi i pazienti con lupus eritematoso sono spesso trattati con topici e iniezioni intralesionali.

Il solfato di idrossiclorochina è considerato il farmaco di scelta. Ad una dose fino a 6,5 mg / kg / die, è considerato più sicuro della sua controparte più efficace, la clorochina, a causa di una minore incidenza di retinopatia. La clorochina può essere somministrata alla dose di 125-250 mg / die, limitata a non più di 3,5-4,0 mg / kg / giorno per minimizzare la tossicità retinica. L'idrossiclorochina e la clorochina non dovrebbero essere usati insieme, a causa del rischio inaccettabile di retinopatia. Tipicamente, se un paziente fallisce l'idrossiclorochina, la chinacrina viene aggiunta per un effetto sinergico, senza un aumentato rischio di retinopatia. Questa combinazione aumenta l'efficacia, con un tasso di miglioramento del 67% riportato in pazienti che avevano precedentemente fallito la monoterapia con idrossiclorochina. Se un paziente fallisce questa combinazione, viene considerato un passaggio alla clorochina.

La chinacrina può essere continuata con clorochina. La mwazcquinacrina viene comunemente prescritta alla dose di 100 mg / die, poiché è stata riportata anemia aplastica a dosi più elevate. Frances e al. hanno recentemente collegato la completa remissione alle più alte concentrazioni ematiche di idrossiclorochina e hanno suggerito l'implementazione del monitoraggio per migliorare la gestione del lupus eritematoso cutaneo refrattario. I pazienti che fumano sono più refrattari al trattamento con antimalarici. I pazienti dovrebbero pertanto essere consigliati di smettere di fumare. Gli effetti collaterali nella terapia del lupus eritematoso con antimalarici comprendono mwazgxerosi, eruzioni cutanee esantematiche o lichenoidi, mwazkorticaria, iperpigmentazione blu-grigia della pelle, tossicità oculare, disturbi gastrointestinali, mwazomiopatia, cardiomiopatia e rari effetti collaterali del sistema nervoso centrale (capogiri, cefalea, insonnia, psicosi). L'idrossiclorochina può ridurre la soglia convulsiva. La quinacrina può causare lo scolorimento giallo della pelle, della sclera e dei fluidi corporei. L'American Academy of Ophthalmology raccomanda uno screening retinopatico regolare per i pazienti con antimalarici a intervalli basati sullo stato di rischio. La terapia antimalarica per il lupus è controindicata nei pazienti con retinopatia preesistente, disturbi del sangue e miastenia grave.cite-ref-28[28]cite-ref-29[29]cite-ref-30[30]cite-ref-31[31]

Note

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